
Per Mustafa e la sua famiglia l’arrivo in Italia rappresenta una nuova speranza di vita. Mustafa è un bimbo siriano di sei anni nato senza gambe e senza braccia a causa di una malformazione, la tetramelia. La madre Zeynep, colpita durante la guerra da gas nervino, ha assunto farmaci responsabili della malformazione.
Anche suo padre Munzir ha subito l’amputazione di una gamba a causa della guerra. Conosciamo la sua storia grazie ad uno scatto fotografico che ha riscosso un successo incredibile e ha commosso il mondo. Lo scatto del fotografo turco Mehmet Aslam ritrae il piccolo Mustafa che vola tra le braccia di suo padre. Questa foto ha ottenuto un premio dal Siena International Photo Awards (Sipa).
In seguito, è nata una raccolta fondi per sostenere Mustafa e la sua famiglia, ma anche tante altre vittime innocenti del conflitto in Siria. Sono stati raccolti oltre 100mila euro in sostegno di persone che hanno subito amputazioni.
Dall’Italia è partita un’enorme catena di solidarietà, infatti, anche il Bambin Gesù di Roma si è offerto per somministrare le cure a Mustafa. Anche il Viminale, la Farnesina e l’Alto commissariato Onu per i rifugiati si sono impegnati nella realizzazione del desiderio della famiglia. Papà Munzir aveva affermato: “Vorrei essere portato in Europa perché qui in Turchia non ci sono le protesi e le cure necessarie per Mustafa”.
Grazie al permesso di soggiorno per accoglienza umanitaria, la famiglia vivrà in un appartamento della caritas a Siena. Il piccolo Mustafa sarà curato all’ospedale di Budrio (Bologna) che ha un centro specializzato in protesi ortopediche. Luca Venturi, fondatore e direttore artistico del premio fotografico, ha espresso tutta la sua gratitudine: “la potenza comunicativa di quella foto si è trasformata in un reale sostegno alla famiglia grazie alla raccolta fondi che abbiamo lanciato, alla quale hanno aderito tante persone. Come concorso fotografico non ci ritenevamo i soggetti più giusti per fare questo, ma alla fine è stata una scelta giusta perché è stato reso possibile questo miracolo“.
La storia di Mustafa ha emozionato e continua ad emozionare tanti. E’ un racconto di speranza, simbolo della rinascita di chi è stato vittima di un destino ingiusto. Con l’arrivo in Italia ci sarà una migliore prospettiva di vita all’orizzonte per Mustafa e la sua famiglia, una nuova speranza di vita, un cambiamento di rotta importante che pone le basi per un futuro diverso e più solido. Le prime parole di Munzir, dopo i ringraziamenti e la gratitudine espressa all’Italia, sono state di ulteriore speranza, infatti ha chiesto che le figlie possano andare a scuola nel nostro Paese per sperare veramente in una vita nuova.
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