
Le parole del Presidente Biden non sono un attacco ma il riaccendersi di una rivalità sopita da quel rapporto di tolleranza con Dondal Trump; il quale, secondo un recente rapporto dei servizi segreti americani, avrebbe beneficiato del supporto del Capo del Cremlino per screditare la figura di Biden agli occhi degli elettori durante la campagna elettorale. La ragione di ciò è che Trump, mediante l’osservanza incondizionata delle sovranità nazionali, era riuscito ad essere l’asset perfetto per la politica estera russa. Di fatti, cristallizzandosi nei suoi confini, l’America ha incoraggiato il Cremlino ad agire in luoghi cruciali: Medio Oriente, Africa, Est Europa.
Mosca coopera sul piano militare con metà Africa: ha stabilito ben sei basi militari, gestisce le truppe, consiglieri militari, e possiede il primato di esportatore di armi nell’area arrivando a una quota di mercato di circa il 37%.
Dunque, le parole di Biden non meravigliano affatto e anzi servono, laddove ve ne fosse necessità, a rimarcare la netta discontinuità con il recente passato nonché a far comprendere che certe disinvolture strategiche non saranno più possibili.
“L’America è tornata, l’Alleanza Atlantica è tornata”.
Biden l’aveva detto, l’Ue era stata avvisata.
di Salvatore Sardella
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