
L’Ospedale Spallanzani di Roma negli ultimi giorni ha accertato la presenza di tre casi di vaiolo delle scimmie. Questa è una malattia riguardante gli animali selvatici che colpisce raramente gli uomini, i quali spesso sviluppano infezioni dopo aver visitato le parti boscose dell’Africa centrale e occidentale. Il paziente zero italiano è un uomo che è rientrato dalle Isole Canarie e, dopo essersi recato al pronto soccorso dell’Umberto I, la notizia ha allarmato già molte persone.
La malattia di solito si esaurisce con sintomi che si risolvono in 14-21 giorni e non è molto contagiosa tra gli uomini. Essa, infatti, si trasmette con l’esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette, o materiali contaminati.
I sintomi comuni sono febbre, mal di testa, dolori muscolari ed eruzioni cutanee, sia lievi che gravi. Inoltre, i primi sintomi si presentano circa 12 giorni dopo l’esposizione. L’eruzione cutanea, invece, compare nell’arco di 1-3 giorni dall’insorgenza della febbre.
Infine, già nel 2019 e nel 2022 sono stati approvati sia un vaccino (MVA-BN) che un trattamento specifico (tecovirimat). L’Oms, però, avverte che queste armi contro il vaiolo delle scimmie non sono ancora ampiamente disponibili.
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