
Sono tante le incongruenze e le criticità che si stanno presentando, soprattutto negli ultimi mesi, tra Ucraina ed Unione Europea. Ultima di queste tensioni è la notizia della rimozione di Lyudmila Denisova, Commissaria per i diritti umani in Ucraina, dal suo incarico. Lo fa sapere Pavlo Frolov, parlamentare della Verchovna Rada – la camera dei deputati ucraina – attraverso i suoi canali social. L’iniziativa di sollevare Denisova dal suo incarico è stata presa dal parlamento ucraino.
«Dopo il 24 Febbraio Denisova non era in Ucraina, Bielorussia o Russia, dove il suo status avrebbe potuto aiutare a salvare i nostri prigionieri, ma a Vienna, Davos, Varsavia e altri paesi europei» ha denunciato il parlamentare ucraino Frolov.
La denuncia della ritorsione del governo ucraino contro la commissaria per i diritti umani è partita il giorno prima della decisione del parlamento, lo scorso 30 Maggio.
«Ho appena saputo che, su istruzione dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina, è iniziata la raccolta delle firme dei deputati per esprimere un voto di sfiducia e le mie dimissioni dall’incarico nella seduta della Verkhovna Rada di domani 31 maggio. Stando alle mie informazioni, all’ufficio del presidente non sta bene la posizione attiva in merito alla raccolta dei dati sulla violazione dei diritti umani nei territori occupati».
«Il capo del parlamento mi ha detto che la procedura del mio licenziamento sarà la seguente: dopo aver raccolto le firme dei deputati, l’assemblea analizzerà la proposta. Mi hanno garantito che potrò parlare durante la seduta del comitato dei diritti umani ed esprimere la mia posizione», riferisce ora. «Rimuovermi dal mio incarico di commissaria – aggiunge tuttavia – sarà una violazione della Costituzione ucraina, della legge marziale e delle norme di diritto internazionale».
Nel 2020 sono circa 47mila le persone che si sono rivolte all’ufficio del commissario dei diritti umani in ucraini, nel 2021 circa 67mila, e ad oggi, nel 2022, sono più di 60mila le richieste di aiuto. Già prima dell’invasione Lyudmila Denisova ha parlato delle deportazioni forzate e dei campi di filtraggio al confine tra Russia ed Estonia, spiegando come già il 18 Febbraio molti cittadini ucraini fossero stati deportati dai territori occupati in Russia.
«Come ho saputo dell’attacco nei miei confronti? Ho ricevuto un messaggio sul telefono in cui si diceva: “Cari parlamentari, vi si propone di votare per la sfiducia alla commissaria”. Stando alle mie informazioni, all’ufficio del presidente non sta bene la posizione attiva in merito alla raccolta dei dati sulla violazione dei diritti umani nei territori occupati», ha detto la commissaria in conferenza stampa.
«Questo mi ricorda un po’ uno Stato totalitario. E dobbiamo ricordare che il nostro sta andando verso l’Europa, in cui vige il diritto» ha voluto chiarire Denisova. Ad oggi, non c’è stata replica alla notizia della rimozione del suo incarico. Un fatto grave, che aumenta i dubbi circa la “democrazia” ucraina.
Di Ciro Giso
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