
Tra le ricorrenze di oggi, venerdì 18 marzo, impossibile non citare la Giornata mondiale del sonno, che cade il venerdì prima dell’equinozio di primavera. Tutti abbiamo bisogno di un buon sonno ristoratore per iniziare al meglio la giornata. Ma andiamo a scoprire da quali e quante fasi è composto.
Distinguiamo due fasi, la fase non-REM e la fase REM. Nel primo caso sono ravvisabili 4 stadi: inizialmente si entra in uno stato di veglia e sonno leggero; durante il secondo step il sonno è ancora leggero ma i muscoli si rilassano; arrivati al terzo stadio, il sonno inizia a diventare progressivamente più profondo, per poi giungere all’ultima tappa, cioè il momento in cui il nostro organismo si rigenera.
Nella fase REM il sistema nervoso centrale si attiva, attraverso i sogni riprogramma il cervello scaricando tutte le tensioni e la negatività accumulate durante la giornata. Notiamo un aumento del flusso sanguigno e il respiro diventa meno regolare. Inoltre, i nostri muscoli volontari sono paralizzati, un meccanismo che impedisce di compiere movimenti pericolosi mentre sogniamo. La fase REM è fondamentale, non averla per diversi giorni può causare disturbi psichici, allucinazioni, disturbi della personalità e persino la morte.
Dormire troppo o troppo poco influisce negativamente sulla salute? Ebbene sì, chi dorme eccessivamente o chi non dorme a sufficienza è incline a patologie cardiovascolari, obesità e diabete. Quante sono le ore di sonno di cui il nostro corpo necessita? Dipende da persona a persona ma la durata standard raccomandata è di 8 ore.
L’insonnia è una problematica molto diffusa, una persona su tre nell’arco della propria vita è succube di tale disturbo. Le vittime maggiormente colpite appartengono al genere femminile e solitamente il problema esordisce nella tarda adolescenza. Può manifestarsi in 3 modi: con difficoltà nell’addormentamento (insonnia iniziale), con frequenti risvegli notturni (insonnia intermittente), oppure con risvegli mattutini precoci (insonnia terminale). Quanto dura l’insonnia? Dipende, nel caso si tratti di una manifestazione di breve durata è classificata come transitoria; se perdura per meno di un mese è definita acuta. Nel caso si prolungasse siamo dinanzi a un’insonnia cronica, la forma più pericolosa dato che influisce sulla salute psicofisica. Alcune delle conseguenze di tale disturbo sono generalmente stanchezza, umore instabile e depressione.
Alcuni cibi possono compromettere la digestione e rendere difficoltoso il processo di addormentamento. Tra le pietanze da evitare annotiamo il cioccolato, il cacao e gli alimenti ricchi di sodio come le patatine e le noccioline. Pasta, riso, orzo e pane al contrario aiutano a dormire bene, contengono un amminoacido che favorisce la sintesi della serotonina, un neurotrasmettitore responsabile del sonno profondo. Strano ma vero, l’alcool è una bevanda sconsigliata in quanto interferisce con la fase REM.
Consigli per favorire il sonno? Ne abbiamo a bizzeffe! In primis bisogna assolutamente evitare di trascorrere molto tempo guardando la TV o navigando online con il proprio smartphone, limitando quindi l’esposizione alla luce blu. Praticare yoga è sicuramente una delle attività più accreditate prima di andare a dormire per rilassarsi. Inoltre, la scelta del materasso è essenziale per un buon riposo. Non bisogna assumere caffeina la sera, e si consiglia di assumere integratori di melatonina. Speriamo di essere stati utili ai nostri lettori.
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